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Località

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Pan di Zucchero, la cattedrale di Poseidone

Arrivarci al tramonto, dopo una giornata fra le meraviglie del Sulcis, non diminuirà il vostro stupore. È una roccia di calcare dalla forma sinuosa che si erge abbagliante contro la luce del sole. Come un’enorme mano sul disco solare, i suoi contorni si stagliano possenti mentre la luce esplode in tutte le tonalità dell’arancio e del giallo lambendo l’antico sbocco del porto minerario di Porto Flavia, degno di un re della montagna. Pan di Zucchero è la cattedrale di Poseidone, costruita dal mare e dal vento in tutti i suoi 133 metri di altezza. Se vorrete avvicinarvi con una piccola imbarcazione, avrete l’impressione di toccare un mostro marino mentre gli appassionati di arrampicata potranno cimentarsi in una sfida mozzafiato. Non lontani potrete ammirare gli scogli di S’Agusteri e de “Il Morto”, e la falesia di Punta de Is Cicalas. Ai piedi di Porto Flavia sarà poi il vento a trasportarvi verso la grotta del Soffione, così chiamata perché la cavità, una volta piena d’acqua, espelle le onde con un unico getto spumoso. Uno scherzo improvviso del mare....

Pula: il mare, i sapori e un fiero passato

Adagiata su uno dei tratti più incantevoli del Golfo degli Angeli, Pula si presenta come una dinamica cittadina che si dondola tra gli incanti di un fiero passato e le sorprese di un ricco presente. Celebri sono le sue coste luminose, specialmente nelle campagne di Santa Margherita di Pula, amata per i suoi preziosi lidi smeraldini, la sua natura profumata ed i succosi pomodori. Ma Pula è conosciuta soprattutto per l’enorme patrimonio storico ereditato dalla sua antica città antenata: Nora. Situati su Capo di Pula, i resti della città testimoniano le origini nuragiche, fenicio-puniche e romane. Celebre il teatro romano, il più antico in Sardegna, ogni anno scena della famosa manifestazione “La Notte dei Poeti”. Di fronte alla Torre del Coltellazzo, battuta dal vento del mare e luogo di promesse eterne, la chiesetta di Sant’Efisio, mura del martirio e meta della toccante processione in onore del Santo che si svolge ogni anno l'1 e il 2 maggio. Oltre la chiesa, 55 ettari d’argento: la laguna di Nora. Aironi, gabbiani e fenicotteri danzano sullo specchio dell’acqua, incendiato da un tramonto che a nord sagoma i boschi di Pixinamanna, le vette che da sempre cullano e proteggono Pula dal maestrale. Dalla torre spagnola, in lontananza, quella di Santa Margherita e quella di Chia, che troneggia sul mare da sogno del prezioso golfo....

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Alghero, la Barceloneta di Sardegna

C'è un'isola nell'isola, in Sardegna. Nella costa nord-occidentale, tra il promontorio di Capo Caccia e quello di Capo Marrargiu, si trova la città fortificata di Alghero, conosciuta anche come Barceloneta, la piccola Barcellona. La sua posizione sul Mediterraneo nel corso dei secoli ha costituito un obiettivo strategico per le maggiori potenze militari. Fondata nel XII secolo dalla famiglia genovese dei Doria, passò sotto il dominio aragonese in seguito alla famosa battaglia di Porto Conte, combattuta nell'omonimo golfo nel 1353. Fu il re catalano Piero IV il Cerimonioso a decidere di cacciare gli antichi abitanti locali per ripopolare la città con coloni catalani, promettendo loro particolari privilegi fiscali. Da allora Alghero divenne a tutti gli effetti una colonia catalana in terra sarda, un avamposto militare e commerciale inizialmente inospitale, vessato da continue epidemie di peste e pericolosamente esposto ad aggressioni da parte delle città rivali. Questo non le impedì di arricchirsi culturalmente con le sue architetture gotiche costruite ex novo e, soprattutto, con una lingua nuova, quella catalana, che si impose anche successivamente all'ingresso di sardi nella città, per le comunicazioni interne e i commerci. Isolato dalla madrepatria, il catalano di Alghero ha mantenuto il suo carattere arcaico ma, nello stesso tempo, ha subito una evoluzione autonoma, ammettendo influenze dal castigliano, dal sardo e dall'italiano. Dopo più di seicento anni questa lingua si conserva vivida per le vie della città, tra i vicoli stretti dei carrers del centro storico che ha mantenuto gli antichi toponimi. Ma scorre fluida anche tra le chiacchiere dei vecchi e i giovani al Mercato Civico di via Cagliari, o in quello ortofrutticolo di via Sassari, dove  è più facile tendere l'orecchio al cicaleccio antico. La fierezza di tale unicità linguistica ha portato negli anni gli algheresi a rivendicare la propria identità culturale attraverso il raggiungimento del bilinguismo paritario e l'insegnamento obbligatorio nelle scuole cittadine. Una visita ad Alghero è imperdibile, dunque, non solo per i paesaggi offerti dal suo splendido mare, o per la ghiotta cucina (anch'essa in gran parte debitrice dell'antica dominazione catalana), ma soprattutto per il viaggio nel passato che l'immersione in una realtà così unica consente....

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I sapori della tradizione nel pane quartese

“Il miglior pane d’Italia e di Francia”. Già nel 1834 Antoine Claude Valéry nel suo Viaggio in Sardegna descriveva le qualità del pane sardo e in particolare quartese. Una perfetta miscela fatta di ottime materie prime e tradizione nelle tecniche di lavorazione che fanno del pane della terza cittadina della Sardegna per numero di abitati una vera e propria eccellenza. Basta passeggiare in centro a Quartu, nelle piccole viuzze, per essere catturati dai profumi e dagli aromi che provengono dai panifici e dalle pasticcerie. Un viaggio nelle flagranze che può facilmente proseguire assaggiando le varietà in bella mostra nei panifici. Le mille forme del Coccoi, fatto con la semola finissima, che abili mani con semplici tocchi di coltello e forbici trasformano in “sculture” croccanti e bianchissime. Un Coccoi comunemente pesa intorno ai 150 grammi, ma piccole forme, di circa 40/50 grammi vengono modellate per le ricorrenze e per le feste diventando dei veri e propri ornamenti per la tavola. C’è poi il Civraxiu, un pane integrale di farina e crusca fine e, ultimo, ma non per importanza il “Moddizzosu” che durante la cottura diventa alto e soffice, mantenendo una crosta lievemente croccante. Ottimo da tagliare a fette e da assaggiare con un filo d’olio d’oliva. La lavorazione del pane a Quartu, come in tutta la Sardegna, si tramanda di generazione in generazione e proprio nei “segreti” trasferiti di padre in figlio c’è quell’ingrediente in più che rende il pane unico....

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San Sperate. La piccola Atene Sarda

Non è una metropoli. Neppure una delle capitali dell'Isola. San Sperate si identifica però nella piccola Atene sarda. Un'oasi di colori, suoni e forme che incanta l'universo dei vacanzieri e non solo. Sui muri del Paese Museo – così è stato ribattezzato il centro del sud isolano – si trasfigurano scene di storia, con le radici del mondo agropastorale che si mescolano alle pitture di protesta per una terra invasa da industrie senza futuro e da uno smottamento sociale provocato dalla caduta delle ideologie. Un mutamento culturale simile alla rivoluzione copernicana, partito alla fine degli anni Sessanta – con il '68 che rappresenta  il primo segnale della nuova sarabanda speratina – e che non si è più fermato. Il protagonista indiscusso della nuova epopea è sicuramente Pinuccio Sciola, uno dei più grandi scultori europei che – appena tornato dalla Francia e con l'esperienza maturata in Spagna – diventa il precursore del muralismo in occasione di una processione per il Corpus Domini. I muri imbiancati diventano una sceneggiatura per raccontare la storia – e le storie – non solo di San Sperate, ma del mondo che ruota attorno. Dai simboli del paese, con le pesche e le arance in primo piano, sino ai personaggi storici – da Giovanni Paolo II a Madre Teresa di Calcutta – senza dimenticare la protesta contro le guerre e i segni della società agropastorale. Tra le case del Paese museo si possono scorgere dei veri e propri quadri da incorniciare. Un viaggio tra le stradine colorate del centro storico - tra via Cagliari ed i rioni di San Giovanni e Santa Lucia – che sembra fermare quasi il tempo. Poi, nella casa-laboratorio dell'artista (mito) di un paese intero – sulla via Enrico Marongiu - si respira un'aria fiabesca. I giganti di trachite che elaborano delle musiche ancestrali. Un mistero. Le Pietre Sonore vanno oltre delle pure geometrie. I colossi di basalto emettono una musicalità  originale che richiama al pensiero del creato. Non è un caso che lo stesso scultore nel palcoscenico incantato di via Marongiu citi le frasi della Bibbia: "Prima fu il suono. E la terra stessa è un puntino dell'universo. Il suono stesso si è depositato dentro la terra". Eppoi un richiamo agli Incas. "Quando è nata la luce, la pietra già esisteva". Pietra e suono si intrecciano nei blocchi intagliati di granito, trachite e basalto. Una vera e propria poesia che ammalia i visitatori in questo luogo dell'anima. San Sperate è anche terra di sapori e gusti antichi. Sulla via Roma si incrociano i profumi degli amaretti e delle pardulas sfornate dal Biscottificio Collu. All'ingresso del paese – in via Cagliari – si possono assaggiare le prelibatezze prodotte da un altro Biscottificio, con il marchio Corronca: dai piricchitus  ai gueffus.  Sulla bretella che corre dritta da San Sperate a Villasor si affaccia la Cooperativa Apistica Mediterranea. E' il tempio del miele, con oltre 4 mila alveari per portare il prodotto sulle tavole. Si confezionano le etichette di pregio con i mieli di arancio e di asfodelo che...

Castello_bastione

Benvenuti a Cagliari!

Fresca brezza marina profumata di salsedine, litorali pigri, sonnolenti e ammalianti, storiche vie che costeggiano uno dei porti più belli e colorati d’Italia, accoglienza calorosa e ospitalità sincera: benvenuti a Cagliari. Cagliari è una città che si fa voler bene, a mezza strada fra passato, presente e futuro, tradizionale quanto basta per risvegliare nel visitatore la curiosità per la sua storia. Cornucopia di piacevoli contraddizioni, Cagliari è un'oasi felice che garantisce ai suoi cittadini una deliziosa qualità di vita, solare e salutare. Una città dimensione d'uomo e di turista. La sua bellezza e le sue peculiarità lasciano letteralmente a bocca aperta: dai suoi punti panoramici uno sguardo ben allenato può accarezzare buona parte della piana del Campidano, curiosare la laguna di Molentargius, e lasciarsi stregare dal golfo di Cagliari. Con tutte le carte in regola per farcela, la città si è posta l’obiettivo di diventare un vero e proprio punto di riferimento per i flussi turistici che scoprono il Mediterraneo. Gli ultimi anni d’altronde sono stati per Cagliari piuttosto fruttuosi: il bel volto della città è sensibilmente migliorato, le attrattive turistiche aumentate esponenzialmente e la città ha iniziato a valorizzare quelli che sono i regali di cui madre natura le ha fatto dono, primi fra tutti la sua posizione invidiabile, incastonata com’è nel suggestivo Golfo degli Angeli. Protagonista di una antichissima storia, la vita antica di Cagliari la si può respirare a pieni polmoni visitando il quartiere localmente detto di “Castello” dove non mancano anfratti da favola, scorci di paradiso e angoli da cartolina. Dotata di servizi a misura di turista e cittadino, Cagliari ad oggi è tappa immancabile per chi ha scelto di trascorrere qualche giorno nella misteriosa Sardinia. Bella durante tutto l’anno e non solamente nel periodo estivo, l’antica Karalis è cornucopia di iniziative, eventi culturali sponsorizzati da associazioni e commercianti, che fanno delle vie cittadine un’esplosione di enogastronomia, arte e cultura. Addentrati per le vie del centro storico, partendo direttamente dal quartiere Marina, gusta la Cagliari più verace e caratteristica, respirane l’odore e lasciati ammaliare dai suoi sapori, Cagliari ti da il benvenuto....

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