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Nicol, Autore a Sardegna Magazine
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Author: Nicol

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Pan di Zucchero, la cattedrale di Poseidone

Arrivarci al tramonto, dopo una giornata fra le meraviglie del Sulcis, non diminuirà il vostro stupore. È una roccia di calcare dalla forma sinuosa che si erge abbagliante contro la luce del sole. Come un’enorme mano sul disco solare, i suoi contorni si stagliano possenti mentre la luce esplode in tutte le tonalità dell’arancio e del giallo lambendo l’antico sbocco del porto minerario di Porto Flavia, degno di un re della montagna. Pan di Zucchero è la cattedrale di Poseidone, costruita dal mare e dal vento in tutti i suoi 133 metri di altezza. Se vorrete avvicinarvi con una piccola imbarcazione, avrete l’impressione di toccare un mostro marino mentre gli appassionati di arrampicata potranno cimentarsi in una sfida mozzafiato. Non lontani potrete ammirare gli scogli di S’Agusteri e de “Il Morto”, e la falesia di Punta de Is Cicalas. Ai piedi di Porto Flavia sarà poi il vento a trasportarvi verso la grotta del Soffione, così chiamata perché la cavità, una volta piena d’acqua, espelle le onde con un unico getto spumoso. Uno scherzo improvviso del mare....

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Sardegna, non solo estate

Lontani dall'estate calda, planiamo su un'Isola che ha dimenticato il torpore afoso e si riscopre intensa, colora i suoi tramonti di un arancione languido e ci regala quadri di rinnovata bellezza. Siamo a fine inverno, il clima è gradevole e invoglia ad uscire, a godere delle meraviglie della natura e, dopo intense giornate di relax, a provare sentieri ombrosi e spiagge la cui sabbia conserva anche al tramonto il tepore del sole. Il piacere di farsi accogliere dalla città di Cagliari, immersa fra storia, shopping, cibo e mare, aumenterà il piacere di curiosare fra le botteghe nelle vie del centro, di rallentare e alzare lo sguardo verso le facciate dei palazzi e i balconi fioriti. Un luogo nel quale ritornare bambini, perdersi nei mille giochi tradizionali, fatti di legno e pazienza, di fantasia e coccole, in cui la favola bella dell'artigianato, nobile antenato della poesia, è vita vera. Ceramica, intaglio, piccole canne che, pazientemente lavorate dal maestro liutaio, diventano Launeddas, antiche come l'alba, con il suono delle sagre, dei riti e della festa, come quelle ombre di una terra in cui lo scrittore Sergio Atzeni vedeva correre leggeri sulla terra uomini abituati a respirare vento e libertà. La Sardegna da settembre in poi è così. Ritornarci significa passarci piacevolmente, mentre tutto riprende a correre, su spiagge meno piene, su boschi verdeggianti che nei prossimi mesi vireranno verso il senape gioioso dell'autunno, su vini corposi o leggermente instabili, capaci di restituire la vita in una sola sorsata....

Pula: il mare, i sapori e un fiero passato

Adagiata su uno dei tratti più incantevoli del Golfo degli Angeli, Pula si presenta come una dinamica cittadina che si dondola tra gli incanti di un fiero passato e le sorprese di un ricco presente. Celebri sono le sue coste luminose, specialmente nelle campagne di Santa Margherita di Pula, amata per i suoi preziosi lidi smeraldini, la sua natura profumata ed i succosi pomodori. Ma Pula è conosciuta soprattutto per l’enorme patrimonio storico ereditato dalla sua antica città antenata: Nora. Situati su Capo di Pula, i resti della città testimoniano le origini nuragiche, fenicio-puniche e romane. Celebre il teatro romano, il più antico in Sardegna, ogni anno scena della famosa manifestazione “La Notte dei Poeti”. Di fronte alla Torre del Coltellazzo, battuta dal vento del mare e luogo di promesse eterne, la chiesetta di Sant’Efisio, mura del martirio e meta della toccante processione in onore del Santo che si svolge ogni anno l'1 e il 2 maggio. Oltre la chiesa, 55 ettari d’argento: la laguna di Nora. Aironi, gabbiani e fenicotteri danzano sullo specchio dell’acqua, incendiato da un tramonto che a nord sagoma i boschi di Pixinamanna, le vette che da sempre cullano e proteggono Pula dal maestrale. Dalla torre spagnola, in lontananza, quella di Santa Margherita e quella di Chia, che troneggia sul mare da sogno del prezioso golfo....

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Intrecci d’oro e d’argento. La magia della filigrana sarda

La tradizione, le consuetudini, la magia. Sono solo alcuni degli elementi che contraddistinguono i gioielli sardi in filigrana. Una lavorazione antichissima che prevede l’intreccio di fili sottilissimi di oro e argento, diventata un segno distintivo della Sardegna. Parlando con l’orefice Gavino Saba (che della filigrana ha fatto la sua vita) sembra di viaggiare nel tempo. L’impulso maggiore per la lavorazione arriva nel Medioevo in cui inizia la costruzione dei fili con le trafile e in Sardegna “sbarca” grazie agli spagnoli. Da allora gli artigiani orafi sardi non hanno mai smesso di creare gioielli che sono entrati a far parte della loro identità. Il bottone (“su buttoni”) è infatti uno degli accessori per eccellenza degli abiti tradizionali. Ogni gioiello sardo ha un significato. Come gli orecchini “a palia” (a forma di pala) che venivano indossati dalle donne che provenivano da una famiglia di panificatori, o gli orecchini a grappolo d’uva che stavano invece a indicare una donna che apparteneva a una famiglia di agricoltori, o come “su kokku” il pendaglio d’argento che veniva agganciato alle culle dei bambini per allontanare gli spiriti malvagi. Un simbolismo prezioso che permea l'intero artigianato sardo, un modo silenzioso per comunicare e tramandare....

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Tra Giganti superstar e arte del Novecento

Risalenti ad almeno 2800 anni fa, le statue nuragiche sono la grande attrazione del Museo Archeologico I Giganti sono loro: in tutti i sensi. Queste statue millenarie emerse dal buio della storia poco più di quarant’anni fa, dopo un mirabile intervento di restauro sono diventate la grande attrazione del Museo Archeologico di Cagliari. Il motivo è semplice: mai erano state ritrovate statue realizzate dal popolo dei nuraghi, le grandi costruzioni di pietra che caratterizzano l’isola da millenni. Per questo sono diventate per tutti “i Giganti di Mont’e Prama” dalla località in cui sono state rinvenute. Alti poco più di due metri, i Giganti raffigurano arcieri, guerrieri e pugilatori. Sulla loro datazione il dibattito è ancora aperto, ma dovrebbero risalire ad almeno 2800 anni fa! I Giganti sono le vere superstar del Museo Archeologico di Cagliari, dove potrete ammirare anche i fantastici bronzetti nuragici e i reperti rinvenuti nella necropoli di Tuvixeddu. Situata nello stesso complesso della Cittadella dei Musei, la Pinacoteca Nazionale conserva i grandi retabli quattro-cinquecenteschi, di scuola catalana e sarda. Sempre nel quartiere Castello meritano una visita gli spazi espositivi del Ghetto e del Palazzo di Città, che ospitano spesso mostre di arte contemporanea. Infine se amate l’arte del Novecento una tappa è d’obbligo alla Galleria Comunale, che ha sede in un elegante edificio di stile neoclassico all’interno dei Giardini Pubblici, uno dei parchi più belli della città. Due le collezioni esposte, dedicate ai grandi nomi dell’arte italiana e ai protagonisti della scena sarda.  ...

Il Liberty nella Cagliari delle meraviglie

Itinerario alla scoperta di palazzi più belli della città, realizzati tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Girando a Cagliari con la testa per aria le linee dei palazzi vi sembreranno un infinito sentiero attraverso il quale scoprire una città che prima non riuscivate a vedere: la Cagliari Liberty. Passerete dalla sagoma neogotica del Municipio alle linee di Palazzo Balletto, in viale Trieste. Verrete attratti dalla facciata in cui il ferro e il cotto danno vita a un giardino in cui il bow window impreziosisce ogni piano. Nel Largo Carlo Felice punterete l’attenzione e l’obiettivo sul cornicione di Palazzo Accardo, progettato da Dionigi Scano fra il 1899 e il 1901, con eleganti dentelli e figure femminili. Imboccato viale Trento, invece, verrete attratti dall’ingresso principale di Palazzo Merello: sormontato da un balcone con ringhiera traforata, sorretto da due possenti statue, il palazzo risplende di tutte le tonalità del cotto. Ai piedi del Bastione di Saint Remy, vi lascerete incantare dalla filigrana dei balconcini di Palazzo Valdés, edificato fra il 1901 e il 1926. Proseguendo nell’antico quartiere di Castello, nella facciata interna di Palazzo Onnis Chapelle, troverete un elegante cammeo femminile. Se avrete fortuna, girando lo sguardo verso la terrazza panoramica antistante, noterete la pennellata rosa di uno stormo di fenicotteri. ...

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I sapori della tradizione nel pane quartese

“Il miglior pane d’Italia e di Francia”. Già nel 1834 Antoine Claude Valéry nel suo Viaggio in Sardegna descriveva le qualità del pane sardo e in particolare quartese. Una perfetta miscela fatta di ottime materie prime e tradizione nelle tecniche di lavorazione che fanno del pane della terza cittadina della Sardegna per numero di abitati una vera e propria eccellenza. Basta passeggiare in centro a Quartu, nelle piccole viuzze, per essere catturati dai profumi e dagli aromi che provengono dai panifici e dalle pasticcerie. Un viaggio nelle flagranze che può facilmente proseguire assaggiando le varietà in bella mostra nei panifici. Le mille forme del Coccoi, fatto con la semola finissima, che abili mani con semplici tocchi di coltello e forbici trasformano in “sculture” croccanti e bianchissime. Un Coccoi comunemente pesa intorno ai 150 grammi, ma piccole forme, di circa 40/50 grammi vengono modellate per le ricorrenze e per le feste diventando dei veri e propri ornamenti per la tavola. C’è poi il Civraxiu, un pane integrale di farina e crusca fine e, ultimo, ma non per importanza il “Moddizzosu” che durante la cottura diventa alto e soffice, mantenendo una crosta lievemente croccante. Ottimo da tagliare a fette e da assaggiare con un filo d’olio d’oliva. La lavorazione del pane a Quartu, come in tutta la Sardegna, si tramanda di generazione in generazione e proprio nei “segreti” trasferiti di padre in figlio c’è quell’ingrediente in più che rende il pane unico....

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I colori e l’identità di Cagliari nella cucina mediterranea

La cucina cagliaritana è l’istantanea che reca con se i sapori del tempo che mani sapienti elaborano giorno dopo giorno, per farci degustare non solo piatti della tradizione ma, soprattutto, l’essenza di Cagliari. Gli ingredienti fondamentali della cucina sono quelli che offre la natura, soprattutto il mare, da sempre risorsa della Città. Le “orziadas”, anemoni di mare insemolati e fritti. “Sa schiscionera”, arselle e cozze in tegame con olio d’oliva, aglio, prezzemolo e pan grattato. La bottarga, uova di muggine o cefalo salate e stagionate. Si può degustare condita semplicemente con olio extra vergine d’oliva, in insalata con carciofi freschi tagliati molto sottili o grattugiata sugli spaghetti che possono avere di base il sugo con le vongole. “Su scabbecciu”, pesci conservati in soffritto di olio, aceto e aglio. L’aragosta alla campidanese, bollita e condita con olio d'oliva e succo di limone. “Sa fregula” con le arselle, piccole palline di pasta realizzate a mano e tostate al forno servite in zuppa di vongole. Non può mancare nella degustazione “Sa burrida alla Casteddaia”, esclusivo piatto cagliaritano realizzato con pesce gattuccio (gattu de mari) appartenente alla famiglia degli squali che si ciba di piccoli pesci, di molluschi e crostacei. Viene immerso in una salsa di aceto, olio, aglio e noci dove viene lasciato marinare per 24 ore prima di essere servito. Questo è il piatto identitario cagliaritano per eccellenza, presente nei menù di molti ristoranti sia come antipasto che come secondo....

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